SUL PROBLEMA FANGHI, ECOTRASS E MANCATO RICORSO

SUL PROBLEMA FANGHI, ECOTRASS E MANCATO RICORSO

Mortara, 11 novembre 2017

SUL PROBLEMA FANGHI, ECOTRASS E MANCATO RICORSO
L’ipocrisia dell’Amministrazione Comunale di Mortara riguardo al gravissimo problema dei fanghi è stato dimostrato ancora una volta da alcuni fatti:

1) NEL CONSIGLIO COMUNALE DI MORTARA DI MARTEDI’ 7 NOVEMBRE la maggioranza leghista più un consigliere della loro lista collaterale, dopo vari maldestri tentativi di rinviarla o di stravolgerla, hanno bocciato la mozione di Giuseppe Abbà (Consigliere Comunale del nostro partito) che chiedeva alla Regione Lombardia di annullare la sua recente decisione di portare i limiti degli idrocarburi nei fanghi a 10.000 milligrammi per chilo: tale limite abnorme è destinato a pesare gravemente sulla situazione della nostra zona, sui cui terreni viene sparso UN QUARTO DEI FANGHI PRODOTTI IN ITALIA.

2) Diverse decine di comuni della provincia di Pavia hanno deciso di ricorrere al TAR contro la grave delibera regionale sugli idrocarburi nei fanghi. Il Comune di Mortara NON HA ADERITO a questa iniziativa, evidentemente per “non disturbare il manovratore MARONI”.

3) Quando, nell’agosto di quest’anno, la Conferenza dei servizi dell’Area Vasta (provincia di Pavia) ha autorizzato l’ECOTRASS ad installarsi a Mortara nell’area CIPAL, il Sindaco dichiarava che avrebbe fatto ricorso al TAR. A tutt’oggi non c’è alcuna traccia di ricorso al TAR da parte del Comune contro la fabbrica dei fanghi.

4) L’Amministrazione Comunale di Mortara continua ad annunciare che imporrà una distanza di 500 metri dalle abitazioni per lo spandimento dei fanghi nel(Pianonregolatore). Naturalmente il PGT è di là da venire (recentemente l’Amministrazione Comunale ha fatto votare la proroga di un anno).

Sarebbe bastata una semplice ordinanza, che altri comuni hanno emesso, per aumentare le distanze dalle abitazioni. Inoltre, per bloccare l’ECOTRASS si poteva già da gran tempo mettere una norma nel Piano di Governo del Territorio che prevedesse espressamente:” SUL TERRITORIO COMUNALE NON SONO POSSIBILI INSEDIAMENTI DI TRATTAMENTO FANGHI O RIFIUTI”.

Abbiamo sempre chiesto questa norma, ma la Giunta comunale si è sempre rifiutata di accettarla, non rispondendo neanche alle sollecitazioni in questo senso.

Tutto ciò accade in un territorio colpito da vari fattori inquinanti, dai fanghi agli incendi. Ricordiamo che sulla ditta Bertè, giocando allo scaricabarile, il Comune non ha controllato nulla; eppure LA PRIMA AUTORITA’ SANITARIA DEL COMUNE è proprio IL SINDACO.
Non c’era bisogno di sofisticati strumenti, bastava osservare ad occhio nudo l’abnorme accumulo dei rifiuti.
Mobilitiamoci per dire basta a tutto ciò.

Teresio Forti
Circolo di Mortara del Partito della Rifondazione Comunista

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