Vigevano, vacanze in città per far bastare la pensione

(Tratto da “La Provincia Pavese” – 03 agosto 2010)

VIGEVANO. Come trascorrono le vacanze gli anziani vigevanesi? Molti sognano una vacanza al fresco ma le pensioni sono rimaste invariate rispetto al costo della vita che è invece aumentato. «La pensione ci basta appena per mangiare e pagare le bollette di casa. Un viaggetto ci piacerebbe, ma con quali soldi? Non sono abbastanza». Altri, muniti di condizionatore, riescono a sfuggire dalla forte morsa del caldo. «In casa da soli, anche se al fresco, ci annoiamo e così usciamo. Ci sediamo sotto il viale alberato della stazione o di fronte al Parco Parri e chiacchieriamo in compagnia».  Vivono molto meglio le coppie aventi entrambi la pensione. «In due è più facile campare e magari togliersi anche qualche sfizio. Lo scorso anno ci siamo presi il condizionatore – rivela una coppia – e stando attenti tutto l’anno siamo riusciti a metterci da parte un po’ di soldini per andare una settimana in montagna».  Purtroppo non tutti gli anziani hanno la fortuna di riuscire a vivere con il proprio compagno tutta la vita, molti dopo la morte del coniuge affrontano un periodo durissimo nel quale, riescono a permettersi un solo pasto al giorno. «Mi spetta solo la reversibilità di mio marito che è 600 euro, prima mi davano anche la minima sociale che era di circa 300, ma da quando lui è morto mi è stata tolta. Mi farebbero davvero comodo, soprattutto perché sono in affitto». Anche la pensione di invalidità non è abbastanza. Fiorenzo, un sessantacinquenne, dice: «Io la mia pensione cerco di farmela bastare, ma davvero con tanta fatica. Fa un caldo che si muore, così vengo al Centro sociale anziani tutta l’estate, c’è l’aria condizionata e si può stare al fresco a parlare con amici e far passare la giornata».  Piera P., orlatrice settantasettenne, dice: «Io soffro tantissimo il caldo, la montagna sarebbe l’ideale ma la mia pensione è appena di 416 euro. Inoltre, un mese fa sono stata derubata mentre ero in casa. Mi hanno portato via la borsa contenente 170 euro, soldi che mi sarebbero serviti per pagarmi la spesa. Da quel momento ho paura a stare a casa sola. Poi ho un problema alla gamba, mi cede e sono già caduta parecchie volte. Il medico mi ha detto di fare una radiografia ma fino a settembre non c’è posto ne agli ospedali ne ai vari centri privati abilitati. Così dovrò andare da un ortopedico privato e spendere molti soldi».  Aida Armenio ammette: «Io proprio non mi posso lamentare, ho 71 anni e ho lavorato per trent’anni alla Moreschi. Prendo una bella pensione e vivo bene. Avendo fatto sacrifici prima, ora ho la casa di proprietà e perciò nemmeno l’affitto da pagare. Mi piace il caldo e anzi soffro di più il freddo. Prima guardavo i nipotini, ma ora sono cresciuti e così, da qualche anno, faccio la volontaria dell’Auser».  Come lei anche Primo Aldrovandi dice di non soffrire il caldo. «Io ho sempre freddo, oggi ho anche il maglioncino. Ho fatto per tutta la vita il commerciante di formaggio in piazza del mercato. Riesco a farmi ogni estate una vacanza in montagna. Purtroppo quest’anno ho un problema alla gamba e così non me la sento di andare. Li si va a fare le passeggiate ed io non sono molto in forma in questo periodo». – Eleonora Di Maio

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