Dati Svimez: cresce impoverimento, il sud gabbato anche da questo governo

Dati Svimez: cresce impoverimento, il sud gabbato anche da questo governo
Pubblicato il 1 ago 2018

di Maurizio Acerbo

I dati Svimez confermano le drammatiche conseguenze delle politiche di destra neoliberiste portate avanti dal Pd come dal centrodestra. Cresce la povertà e il Sud ne paga le conseguenze con emigrazione di massa e crescente impoverimento. Il nuovo governo grilloleghista soffia sul fuoco della demagogia anti-immigrati ma nasconde la vera emergenza del paese e continua sulla strada dei governi precedenti che hanno favorito disuguaglianze. La flat-tax è un’offesa alla povertà e ai principi della Costituzione. Invece di diminuire le tasse ai ricchi bisogna anche con una patrimoniale investire su un grande piano per il lavoro e introdurre il reddito minimo garantito, dire basta a grandi opere dannose al nord e rilanciare investimenti infrastrutturali necessari al sud, bonificare il territorio e valorizzare patrimonio storico-naturalistico. Invece il governo continua a essere orientato a favore delle regioni più ricche. Infatti nella distrazione generale Lombardia e Veneto si stanno contrattando autonomia con il Governo dei loro compari leghisti e pentastellati.

SUD: SVIMEZ, QUASI 1 MLN DI GIOVANI ANDATI VIA IN 16 ANNI =

tra i 15 e i 34 anni dei quali un quinto laureati Roma, 1 ago. (AdnKronos) – La popolazione diminuisce malgrado aumentino gli stranieri: nel 2017 il calo è stato di 203 mila unità a fronte di un aumento di 97 mila stranieri residenti. Il peso demografico del Sud diminuisce ed è ora pari al 34,2%, anche per una minore incidenza degli stranieri (nel 2017 nel Centro-Nord risiedevano 4.272 mila stranieri rispetto agli 872 mila stranieri nel Mezzogiorno). Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione e 883 mila residenti: la metà giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati. E’ quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez2018, presentate oggi a Roma. Un calo dovuto, secondo Svimez, al fatto che ancora oggi al cittadino del Sud, nonostante una pressione fiscale pari se non superiore per effetto delle addizionali locali, mancano (o sono carenti) diritti fondamentali: in termini di vivibilità dell’ambiente locale, di sicurezza, di adeguati standard di istruzione, di idoneità di servizi sanitari e di cura per la persona adulta e per l’infanzia. In particolare, nel comparto socio-assistenziale il ritardo delle regioni meridionali riguarda sia i servizi per l’infanzia che quelli per gli anziani e per i non autosufficienti. (segue) (Arm/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 01-AGO-18 11:59 NNNN
POVERTA’: SVIMEZ, AL SUD SI AMPLIA DISAGIO SOCIALE =
in 8 anni raddoppiato numero famiglie con tutti componenti in cerca di occupazione Roma, 1 ago. (AdnKronos) – Si amplia il disagio sociale, tra famiglie in povertà assoluta e lavoratori poveri e si evidenzia una nuovo dualismo demografico: meno giovani, meno Sud. La limitazione dei diritti di cittadinanza, il divario nei servizi pubblici. E’ quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2018, presentate oggi a Roma. Nel Mezzogiorno infatti si delinea una netta cesura tra dinamica economica che, seppur in rallentamento, ha ripreso a muoversi dopo la crisi, e una dinamica sociale che tende ad escludere una quota crescente di cittadini dal mercato del lavoro, ampliando le sacche di povertà e di disagio a nuove fasce della popolazione. Il numero di famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiato tra il 2010 e il 2018, da 362 mila a 600 mila (nel Centro-Nord sono 470 mila). Il numero di famiglie senza alcun occupato è cresciuto anche nel 2016 e nel 2017, in media del 2% all’anno, nonostante la crescita dell’occupazione complessiva, a conferma del consolidarsi di aree di esclusione all’interno del Mezzogiorno, concentrate prevalentemente nelle grandi periferie urbane. Si tratta di sacche di crescente emarginazione e degrado sociale, che scontano anche la debolezza dei servizi pubblici nelle aree periferiche. Preoccupante la crescita del fenomeno dei working poors: la crescita del lavoro a bassa retribuzione, dovuto a complessiva dequalificazione delle occupazioni e all’esplosione del part time involontario, è una delle cause, in particolare nel Mezzogiorno, per cui la crescita occupazionale nella ripresa non è stata in grado di incidere su un quadro di emergenza sociale sempre più allarmante. (Arm/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 01-AGO-18 11:44 NNNN